I periodi difficili, dettati dalle crisi economiche attualmente in atto, hanno portato alla strutturazione di molti contributi a fondo perduto. Se anche tu, come migliaia di imprenditori e privati, hai intenzione di beneficiare di questa opportunità, all’interno di questa interessante guida, troverai tutte le informazioni di pertinenza.

I contributi a fondo perduto, infatti, essendo un ottenimento abbastanza delicato, necessitano di un iter molto complesso e sono soggetti ad un accesso ridotto. Nei paragrafi successivi capiremo a pieno i limiti maggiormente utilizzati, ponendo un importante focus sia sulle caratteristiche operative che su quelle funzionali. In questo modo, avrai la possibilità di capire verso quale direzione puntare e soprattutto se questa tipologia di “finanziamento” può fare al caso tuo.

Contributi a fondo perduto: cosa sono

Entrando maggiormente nel dettaglio della questione, è importante sottolineare come i contributi a fondo perduto, nonostante vengano considerati da molti dei finanziamenti, in realtà differiscono per molte caratteristiche. Un finanziamento, infatti, è una particolare procedura (spesso bancaria) che prevede la cessione di una somma di denaro al cliente (e la restituzione con annessi interessi passivi) per finanziare un acquisto o un progetto. I contributi a fondo perduto, invece, rappresentano un esborso monetario (sotto forma di contributo) a specifici soggetti che ne fanno richiesta, al quale non è assoggettabile il concetto di restituzione. In altri termini, sono capitali emessi senza bisogno di restituirli, per fronteggiare particolare spese da parte di privati o società.

All’interno del più complesso e variegato panorama normativo e contabile italiano, i contributi vengono ad oggi differenziati in differenti tipologie, a loro volta definite sulla base di specifici acquisti o spese.

Eccoli in breve:

  • Contributi definiti “in conto impianti”: si tratta di particolari erogazioni, e quindi di benefici per il richiedente, in riferimento ad acquisti di beni definiti “ammortizzabili”, specificatamente associati ad immobilizzazioni. In questo caso, in base al singolo bando, potrà farsi richiesta ed ottenere il contributo relativo ad un eventuale processo di ampliamento, produzione e molto altro.
  • Contributi definiti “in conto captale”: in questo caso, contrariamente da prima, il beneficio è strettamente legato al capitale posseduto dalla società (o dal professionista) e non è necessariamente associato ad un acquisto specifico. In altri termini, potrebbero essere coperti anche costi prettamente gestionali.
  • Contributi a fondo perduto definiti “in conto esercizio”: nonostante possano sembrare molto simili ai precedenti, queste erogazioni vengono utilizzate per coprire specifici costi (come ad esempio utenze legate all’azienda, personale dipendente, azioni pubblicitarie e molto altro). Vengono utilizzati soprattutto dalle realtà in fase di formazione, come ad esempio start-up o imprese di nuova generazione.
  • Contributi definiti “in conto interessi”: sono prettamente legati ad una richiesta di vero e proprio contratto di finanziamento. In questo caso, il fruitore del beneficio, ha la concreta possibilità di scegliere un proprio istituto abilitato, e procedere con la richiesta. Vengono utilizzati per ottenere una riduzione del tasso passivo d’interesse.
  • Contributi detti “in conto canone”: il funzionamento e lo scopo sono molto simili alla modalità precedentemente esaminata, con la differente presenza di un contratto di leasing.

Contributi a fondo perduto: come capire chi può partecipare

Una delle domande più frequenti, quando si parla di contributi a fondo perduto, è “ma chi può beneficiare dell’ottenimento del credito?”. In questo caso, entrando maggiormente in profondità, è bene innanzitutto chiarire che i contributi a fondo perduto non vengono erogati a tutti i soggetti che ne fanno richiesta. Per poter essere considerati idonei, infatti, ogni contributo specifico richiede dei particolari punti da rispettare.

Gli stessi, sono sempre inseriti all’interno di appositi documenti, che prendono il nome di “bandi”. All’interno degli stessi è possibile trovare una serie di informazioni specifiche, da poter associare alla proposta di quel determinato contributo.

In linea generale, le informazioni più importanti sono:

  • Durata: in questo caso, proprio come bandi di altra natura, anche specifici contributi a fondo perduto possono essere associati ad una vera e propria scadenza. Si pensi, ad esempio, agli specifici aiuti, erogati in via straordinaria per fronteggiare la crisi portata dal Covid 19. In questo caso, è possibile leggere in merito alle scadenze per la domanda o della chiusura del bando stesso.
  • Chi può partecipare: una seconda importante informazione riguarda i diretti interessati. Molte volte, in riferimento ad uno specifico contributo a fondo perduto, per aziende di nuova nascita o per aiuti alle imprese, possono essere visibili specifici limiti. Alcuni possono riguardare aree territoriali (come ad esempio finanziamenti a fondo perduto per zone del sud Italia) ed altre, invece, possono attenere limiti anagrafici (come ad esempio il non superamento dei 35 anni, o di altra soglia).
  • Spese ammissibili e modalità di ottenimento: quando si parla di contributi a fondo perduto, molto spesso si associa anche la nozione di finanziamento agevolato con contributo a fondo perduto. In questo caso, è possibile ottenere una percentuale del finanziamento (ad esempio il 75% a fondo perduto) ed il restante 25% da restituire con tassi vantaggiosi o addirittura a tasso zero.

In merito all’ultimo punto, è importante sapere che non tutti i beni o acquisti possono rientrare all’interno delle cosiddette spese ammissibili. Molte volte, ad esempio, con il contributo a fondo perduto possono essere acquistati beni aziendali nuovi (quindi non usati), o altre componenti legate alla produzione. Anche in questo caso, all’interno dello specifico bando è possibile ottenere tutte le informazioni di pertinenza.

Chi emette i contributi a fondo perduto e a cosa servono

I contributi a fondo perduto vengono emessi da specifici enti territoriali, appartenenti sia a zone nazionali (come ad esempio l’Italia) sia a zone più grandi (come nel caso dell’Unione Europea). Restando nel territorio italiano, una delle maggiori agenzie, operanti nel mondo dei contributi a fondo perduto, è sicuramente Invitalia. Si occupa di organizzare e gestire specifici bandi, volti a promuovere ed incentivare la creazione di nuove imprese all’interno dello Stato.

Oltre ciò, anche specifiche località governative più piccole, come ad esempio regioni o addirittura enti minori, hanno la possibilità di strutturare appositi bandi, con fondi perduti, nei riguardi dei propri cittadini. In questo caso, ad esempio, è possibile aiutare zone particolarmente devastate da terremoti, alluvioni, crolli strutturali portati da calamità naturali e molto altro. Particolarità importante sui contributi a fondo perduto, può riguardare anche la loro chiusura. In altri termini, una volta raggiunta la completa saturazione del fondo, altri richiedenti non ve ne potranno più beneficiare.

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