magazzino

Nell’articolo di oggi vedremo come, sfruttando diverse strategie, sia possibile avviare un’attività di dropshipping senza investire nemmeno un euro di tasca propria.

Quella di cui parleremo, non è l’unica strategia migliore per vendere in dropshipping. Ci sono tante altre strategie valide e profittevoli, si tratta solo di testare quella più funzionale al proprio store e alla tipologia dei prodotti in vendita.

Quindi nel corso dell’articolo parleremo oltre al dropshipping, di affiliate marketing e influencer marketing.

Procediamo!

Cos’è il dropshipping

Prima di entrare nel vivo della strategia ricapitoliamo al volo come funziona il dropshipping. E’ un’attività di vendita da sempre esistita e spesso utilizzata anche da brand famosissimi, in particolare riguardanti la moda.

In sostanza il dropshipper (colui che fa dropshipping) vende prodotti di qualsiasi tipologia senza possederli effettivamente in magazzino. Quindi carica i prodotti sul proprio ecommerce e nel momento in cui un utente acquista da quest’ultimo, il dropshipper dovrà semplicemente acquistare il prodotto dal fornitore indicando come indirizzo di spedizione quello del cliente finale.

Il guadagno ovviamente sta nel margine: il dropshipper deve vendere il prodotto ad un prezzo più alto di quanto la paga al fornitore.

Sarà il fornitore ad occuparsi del packaging e della logistica, il dropshipper infatti non tocca con mano alcun prodotto, il suo compito è esclusivamente quello di fare marketing e una volta venduto il prodotto inoltrare la richiesta al fornitore.

Nella maggior parte dei casi, i prodotti da vendere in dropshipping è possibile trovarli nei più grandi ecommerce cinesi come Aliexpress o Alibaba. In questi siti sono presenti quasi tutti i fornitori cinesi con cui è possibile trattare per il prezzo o magari per una personalizzazione dei prodotti.

Quali prodotti vendere in dropshipping

Come avrai intuito per avere successo con il dropshipping dovrai scegliere dei prodotti vincenti da vendere.

Ad esempio è impossibile fare dei soldi con il dropshipping se deciderai di vendere pendrive o caricatori per cellulari perchè la competizione è troppo alta ed essendo un nuovo brand nessuno acquisterà da te. Oltre al fatto che prodotti simili a quelli appena menzionati non ti permettono di avere una buona marginalità, quindi tra spese pubblicitarie e tasse da pagare andresti ad ottenere un guadagno pari a zero.

I prodotti che funzionano bene da vendere in droshipping, sono quei prodotti che non sono beni di prima necessità per i consumatori, in particolare devono essere di impatto e non facilmente reperibili in altri ecommerce. Se lo stesso prodotto è venduto su Amazon secondo te il consumatore preferisce acquistare dal tuo sito inesistente fino al giorno precedente o da un colosso dall’affidabilità consolidata come Amazon?

Ad esempio dei prodotti che hanno funzionato molto bene fino a qualche tempo fa, erano dei giocattoli particolari per bambini non facilmente trovabili ne su Amazon e ne su altri store.

Come creare un ecommerce in dropshipping

Al giorno d’oggi per avviare un business online, praticamente le barriere di ingresso sono bassissime se non totalmente inesistenti. Per barriere di ingresso intendiamo sia a livello economico e sia a livello di competenze.

Anche per gli ecommerce è così! Fino a qualche tempo per avviare un ecommerce era necessario avere delle competenze di programmazione e un capitale di denaro da investire. Oggi giorno per avere successo nel business online servono esclusivamente costanza e duro lavoro, ma non ci sono particolari requisiti da rispettare.

Prova gratuita Shopify

Oggi è possibile creare un sito ecommerce in meno di un’ora tramite piattaforme simili a Shopify. Si tratta di un servizio online che ti permette di caricare tutti i prodotti che vuoi vendere, impostare i prezzi desiderati, curare le schede prodotto, inserire plugin di tracciamento delle spedizione, e tante altre funzionalità avanzate.

Il costo di Shopify è veramente basso, infatti parliamo di abbonamenti mensili che partono da 29€ al mese (cifra ridicola per ciò che la piattaforma offre).

Oltre tutto è possibile provare Shopify gratuitamente per 90 giorni registrandoti da questo link.

Che tipo di store avviare

Con Shopify hai la possibilità di aprire facilmente 3 tipi di store.

Store monoprodotto

Uno store monoprodotto, come facilmente intuibile, è costruito per vendere un solo prodotto. Il vantaggio di questo tipo di store è quello di focalizzare tutto il marketing su un solo prodotto ed evitare distrazioni agli utenti.

Store di nicchia

Forse è la tipologia di store più consigliata all’inizio. Uno store di questo tipo vende solo prodotti di una determinata categoria, ad esempio solo prodotti per la casa o solo prodotti per il fitness.

In questo caso si mira a diventare leader di settore e quindi differenziarsi da tutti coloro che vendono qualsiasi categoria di prodotti, facendo credere ai consumatori finali di essere specializzati in un determinato settore facendo apparire i prodotti di qualità maggiore rispetto ai competitor.

Store generalista

Questo è lo store a cui siamo sempre stati abituati. Amazon vende di tutto. Ebay vende di tutto.

Grazie ad uno store di questo tipo è possibile vendere qualsiasi tipo di prodotto, ma l’enorme svantaggio è la competizione. Anche avendo un grande budget da investire è molto dura competere con Jeff Bezos (fondatore di Amazon) visto che è al primo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo.

Dropshipping: quanto investire

Bene, siamo quasi giunti ai paragrafi più interessanti dell’articolo, ma prima rispondiamo a questa domanda che spesso riceviamo anche sul nostro profilo Instagram.

Quanto bisogna investire nel dropshipping?

Investimenti monetariCome avrai avuto modo di capire, con il dropshipping non hai bisogno di fare magazzino e quindi investire dei soldi per comprare stock di merci. Gli unici investimenti che dovrai andare a fare sono quelli pubblicitari, quindi variabili in base alle fonti di traffico che deciderai di utilizzare.

Ci sono diversi modi per promuovere i prodotti del proprio store in dropshipping come le Facebook Ads, Instagram Ads, Influencer Marketing, TikTok Ads e YouTube Ads (anche se le ultime due sono usate di meno rispetto alle altre, per alcune tipologie di prodotti potrebbero funzionare molto bene).

In questo articolo però parleremo di una strategia che non prevede alcun investimento iniziale se non l’acquisto di qualche decina di prodotti dal fornitore, giusto per testare l’affidabilità del prodotto e inviarne alcuni agli influencer. Ma vediamo tutti i dettagli nel prossimo paragrafo.

Strategia dropshipping: Influencer Marketing + Affiliate Marketing

Sia di influencer marketing che di affiliate marketing ne abbiamo parlato spesso in vari articoli del blog.

L’influencer marketing è una forma di promozione attraverso persone influenti in determinati settori (i cosiddetti influencer come Chiara Ferragni o Mariano Di Vaio nel caso della moda) che i brand hanno ben sfruttato negli ultimi anni. Infatti le persone sono più propense ad acquistare un prodotto se di questo ne hanno parlato bene le persone di cui si fidano.

Influencer Mariano Di Vaio

L’affiliate marketing, invece, significa pagare a percentuale sul venduto degli affiliati per la promozione dei propri prodotti.

Premesso ciò, la strategia di dropshipping di cui parleremo oggi è mette in relazione influencer marketing e affiliate marketing, consentendo al dropshipper di evitare investimenti iniziali.

Perfetto, ora non ci resta che vedere come procedere.

Una volta scelto il prodotto da vendere da Aliexpress o da altri fornitori è necessario acquistarne alcuni pezzi per conto proprio. Questi pezzi serviranno per testare l’affidabilità del prodotto da vendere e poi per inviarli agli influencer con cui fare la collaborazione.

Come scegliere gli influencer giusti

Nella maggior parte dei casi le campagne di influencer marketing vengono effettuate su Instagram. Basterà contattare diversi profili in target con il nostro prodotto, cioè se dobbiamo vendere un set di trucchi andremo a collaborare con influencer donne che abbiano una buona percentuale di followers donne pronte ad acquistare il nostro prodotto. Il contatto può avvenire tramite Direct Message oppure tramite email, nel primo caso è bene fare attenzione al limite massimo di azioni consentite da Instagram.

Ora viene la parte più delicata. A questo punto bisognerà convincere gli influencer a lavorare a performance, ovvero garantendogli una commissione per ogni nostro prodotto venduto (qui interviene l’affiliate marketing).

Solitamente gli influencer preferiscono essere pagati tramite un compenso fisso perchè per loro rappresenta un’entrata sicura. Il consiglio per fare in modo che accettino più facilmente le proposte di collaborazione è quello di sfruttare i micro-influencer, ovvero influencer con pochi follower (ma buoni) che ricevendo le prime proposte di collaborazione accetteranno sicuramente. Un altro consiglio è quello di essere più professionali possibile per risultare un brand affidabile non solo agli occhi dei clienti ma anche per gli influencer che saranno sicuramente più disposti a lavorare per aziende serie anche se poco famose.

Per tracciare le vendite dei propri affiliati, Shopify mette a disposizione un’app chiamata LeadDyno (la quale ha un periodo di prova gratuito dalla durata di 30 giorni).

Conclusioni

In conclusione abbiamo esposto una strategia per vendere prodotti in dropshipping molto pratica che non prevede un’investimento di capitale per iniziare. Come già accennato sarà necessario sfruttare il periodo di prova di Shopify e di LeadDyno per tracciare le vendite degli affiliati. Ovviamente una volta scaduto il periodo di prova dovrai pagare l’abbonamento mensile ma non è un problema visto che hai tutto il tempo necessario per generare dei guadagni e solo con i soldi guadagnati riuscire a coprire molto bene le varie spese.

Per approfondimenti dettagliati troverai utile la lettura di questo libro: Vendere online senza magazzino

 

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