Il termine coworking ha iniziato ad essere utilizzato solamente nel corso degli ultimi anni. Si tratta di un sistema di condivisione degli spazi, da parte di professionisti e lavoratori autonomi, che si trovano a lavorare all’interno di uno stesso ambiente, pur svolgendo mansioni ed attività differenti. Rispetto al passato, l’attenzione nei riguardi degli sprechi è diventata sempre più importante. Attraverso il coworking si ha concretamente la possibilità di mettere a disposizioni reti lavorative a costi bassi, le quali rappresentano un considerevole aiuto per star-up e lavoratori professionisti. All’interno della nostra guida approfondiremo tutto su questo sistema, focalizzando l’attenzione sia su aspetti pratici che operativi.

Perché scegliere un coworking?

Come anticipato all’interno dell’introduzione, è possibile individuare molti vantaggi in riferimento alla scelta di un coworking. Innanzitutto si tratta di un’attività volta ad erogare benefici sia ai proprietari dello spazio che ai lavoratori, ossia i cosiddetti coworker. Tutto ciò per via di alcuni semplici motivi, strettamente associati alla natura stessa del sistema. Quando si affitta uno spazio in coworking, il soggetto lavoratore è obbligato a pagare una quota solamente in riferimento al periodo nel quale usufruirà dell’ambiente. In questo modo avrà lui stesso la possibilità di organizzare le proprie finanze e di decidere a monte quante ore e quante giornate passare all’interno dell’ufficio condiviso. Di contro, il proprietario del coworking, sapendo in anticipo le disponibilità dei propri spazi, può comodamente affittare le proprie postazioni ad altri lavoratori e trarre beneficio 7 giorni su 7 ed addirittura 24 ore su 24.

Scegliere un coworking significa inoltre entrare all’interno di un settore fortemente in crescita e con percentuali di sviluppo davvero impressionanti. Il 2020 è sicuramente stato l’anno dello Smart Working. Le aziende, intuendo gli immensi risparmi sui costi, stanno lentamente cercando di cambiare i propri modi di gestire collaboratori e personale. Tutto ciò, nei prossimi anni, potrebbe generare un vero e proprio Boom per il coworking.

Di cos’hai bisogno per aprire un coworking

Le potenzialità di un coworking sono davvero numerose, il settore è in continuo sviluppo ed in molti iniziano a chiedersi come aprine uno. Il punto di partenza è sicuramente l’organizzazione. Prima di partire con l’investimento è importante creare un vero e proprio progetto e prendere spunto da casi aziendali già presenti sul territorio nazionale ed internazionale. Il luogo rappresenta la scelta più importante. Sarebbe un peccato aprire un proprio coworking in zone con altri uffici, magari più attrezzati o con una rete già consolidata sul territorio. È quindi buona norma effettuare ricerche, verificare la presenza dei competitors e procedere con la scelta di una posizione strategica. Parlando dell’immobile, le scelte sono due:

  • Prendere in considerazione uffici dismessi o strutturati in modo ottimale per aprire un coworking. In questo modo si avrà la possibilità di ridurre i costi di investimento o di portarli pari a zero.
  • Acquistare un locale vuoto, in modo da arredarlo a proprio piacimento, creare postazioni sulla base del proprio modello di business ed ottimizzare gli spazi nel migliore dei modi.

Quanto costa aprire un coworking

Riallacciandoci ai concetti precedenti, il costo per aprire un coworking può essere molto variabile. Sulla base delle proprie scelte, della grandezza e dell’investimento iniziale, si avranno differenti spese ed automaticamente differenti costi. Si parte da poche decine di migliaia di euro, fino ad arrivare a cifre importanti, anche al di sopra del milione, soprattutto nelle città con costi più elevati (si pensi ad esempio a Milano). 

Una particolarità del coworking è comunque quella di poter iniziare con un investimento iniziale abbastanza ridotto, in modo da testare il territorio, ed espandersi successivamente in base alle proprie esigenze. Ai costi strutturali vanno ovviamente aggiunte spese per pubblicità, ricerca sul territorio, utenze e marketing. 

Cose da considerare, il business plan

Contrariamente dal passato, dove il business plan rappresentava solamente un documento accessorio, al giorno d’oggi è diventato uno dei più importanti. Fare un buon business plan per l’apertura di un coworking significa aver volto il 50% del proprio progetto ed iniziare con il piede giusto. Ma quali sono gli accorgimenti da prendere per poterlo costruire da zero? Eccoli a seguire:

  • Analisi sui competitors: come anticipato in precedenza, lo studio della concorrenza rappresenta uno dei passaggi più importanti. In caso di eventuali minacce, è sempre possibile procedere con l’apertura, puntando su diversificazione e portando novità differenti rispetto alla società già insediata.
  • Analisi territoriale: il sistema di coworking è basato sulla rete che, a sua volta, è basata sui lavoratori (coworker). Senza professionisti, il coworking non esisterebbe. È quindi importante avviare attenti studi territoriali, volti a comprendere quali lavoratori siano presenti nella zona e se la mole di professionisti (o azienda start-up) sia consona per l’avvio dell’attività.
  • Decisione sui prezzi: si sa, un coworking a Milano ha costi più elevati rispetto ad un coworking di Bari. Nonostante queste differenze regionali, anche nella stessa città possono essere individuati spazi con costi differenti, basati sulle singole esigenze dei lavoratori. È quindi importante decidere fin da subito quale servizio si avrà intenzione di offrire e soprattutto a quale target di lavoratori far riferimento.
  • Marketing e Networking: i due concetti, seppur completamente differenti, sono strettamente interconnessi. Pensandoci bene, il coworking è un sistema ancora poco conosciuto, soprattutto in determinate zone. È quindi importante puntare molto sulla costruzione di una solida rete, anche attraverso attività di marketing mirate. Eventi, seminari, e corsi di formazione sul territorio, rappresentano ottimi trampolini di lancio per la propria attività imprenditoriale.
  • Aspetti economici e gestionali: riguardano la presenza di eventuali collaboratori, personale aggiuntivo, costi per le utente ed ipotetiche manutenzioni.

Il coworking in franchising

Proprio come tante altre attività, nel corso degli ultimi anni, anche il coworking in franchising si è fortemente sviluppato. Riguarda apposite società, con anni di esperienza alle spalle, che danno la possibilità di aprire un proprio punto vendita (di servizi) sfruttando a pieno l’assistenza ed il supporto di chi il coworking lo mastica da anni.

Tutto ciò è spesso associato a vantaggi e svantaggi. I primi riguardano la presenza di un concreto aiuto iniziale e quindi di minori rischi iniziali sulla formazione del progetto. I secondi riguardano molto spesso vincoli di tempo contrattuali, percentuali basse e costi elevati. È quindi importante decidere se aprire un coworking in modo completamente autonomo, o affidarsi a società terze, in caso si voglia solamente investire, senza entrare nell’organizzazione e gestione diretta.

Finanziamenti per il coworking

Per ora tutto chiaro, ma visti i tempi che corrono, aprire un coworking può rappresentare un investimento non da poco. A tal riguardo, effettuando delle semplici ricerche online, abbiamo scoperto che esistono molti finanziamenti per il coworking. Le agevolazioni possono essere proposte da differenti istituzioni ed enti territoriali. Gli incentivi possono riguardare sia i proprietari degli spazi (o chiunque avesse intenzione di aprirne uno) sia i singoli lavoratori professionisti. Per i secondi vengono spesso erogati dei veri e propri buoni per poter usufruire dei servizi condivisi. Per i primi, è invece possibile annoverare: 

  • Incentivi per nuove aperture
  • Aiuti per ammodernare gli uffici
  • Incentivi per espandere la capienza ed aggiungere ulteriori postazioni
  • Agevolazioni per l’acquisto di strumenti e materiali per i coworker

In tutto ciò, risulta fondamentale fare affidamento ai bandi regionali e nazionali ed inviare le apposite richieste prima della loro scadenza.

Conclusioni, lati positivi e negativi

Giunti a conclusione della nostra guida su come aprire un coworking, è ora possibile ricapitolare i punti esaminati, in modo da riscontrare positività e negatività. Il sistema di condivisione degli spazi si è dimostrato un meccanismo vantaggioso per i possessori dei locali e per i lavoratori professionisti. Permette da una parte di ridurre nettamente i costi e dall’altra di sfruttare h24 un eventuale spazio inutilizzato. Tutto ciò in modo da diminuire sprechi e creare ambienti lavorativi sempre più Smart.

D’altro canto, sarà tuttavia da considerare l’importante aspetto economico, legato agli investimenti iniziali e sul mantenimento dell’attività. Costi che, tuttavia, visto lo sviluppo del settore, potrebbero velocemente essere remunerati in pochi anni.

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